Anello di Orco Feglino – Arma Strapatente - Grotta dei Balconi

INFO

Difficoltà: E

Segnavia: Bollo rosso e doppia linea con triangolosegnavia

Altitudine: 372 mslm

Dislivello: 150 metri

Tempo: 2 ore

Lunghezza: circa 5 km AR

Voto:

Video

Attrezzatura consigliata

Zaino da trekking

Scarpe o scarponcini da trekking

Borraccia d’acqua

Torcia frontale

Come arrivare

Si percorre l’autostrada A10/E80 uscendo a Spotorno (venendo da Genova) da qui bisogna seguire le indicazioni per Orco Feglino. Boragni è poco dopo il paese. Si parcheggia l'auto nell’area antistante l’inizio del sentiero.

Descrizione

Una breve escursione con tante piacevoli sorprese, in poche parole si potrebbe descrivere cosi l’esperienza che inizia dal piccolo borgo di Boragni e ci conduce fino alle grotte, meta della nostra gita.

Non solo falesie, ben note a chi frequenta la Liguria di ponente e in special modo il finalese, questa zona soggetta a fenomeni carsici presenta un paesaggio è davvero particolare.

Le indicazioni per l’arma Strapatente sono chiare e precise, si imbocca un sentiero che si inoltra in pochi minuti, in un bosco sorprendente.

Una Ricca e folta vegetazione, felci che spuntano sotto le rocce bianche con avvinghiate le radici degli alberi ci guidano verso il sentiero che ci mostra l’imponente bastionata di Boragni

Non ci aspettavamo una cosi accattivante e rigogliosa vegetazione intorno ai torrioni di roccia dai quali emergono gli anelli che normalmente vengono utilizzati dagli scalatori.

Da qui il sentiero che si deve seguire è bollo rosso e doppia linea con triangolo.

Il sentiero è sempre piacevole, sale dolcemente e il bosco nel quale ora ci si addentra è in parte una lecceta.

Dopo circa 30 minuti di cammino, incontriamo, sulla destra, un sentiero che indica l’ingresso nord dell’arma Strapatente, non è necessario prendere questo sentiero, potremmo proseguire e fare poi ritorno da qui.

Noi invece decidiamo di iniziare da qui.

Si sale ripidamente per circa venti minuti, fino a che il nostro sguardo è catturato da una parete bianca con corde da arrampicata penzolanti, sulla destra ora si nota l’ingresso dell’Arma Strapatente.

Non ci sono particolari criticità ad entrare, il tratto iniziale di pochi metri, si deve fare a testa bassa, fino ad arrivare nella parte più ampia della grotta.

Lo sviluppo in lunghezza è di poco più di 60 metri, non lineari, quindi per sicurezza, per vedere meglio, abbiamo utilizzato delle torce frontali (sarebbero sufficienti anche le torce del cellulare), con le quali abbiamo osservato all’interno la grande stalagmite della sala centrale e altre conformazioni calcaree.

Da questa angolazione si intravede l’ampia uscita verso sud.

A pochi metri dall’uscita, si può osservare un’interessante curiosità, una goccia d’acqua, in chissà quanto tempo, ha scavato una piccola vasca d’acqua nella roccia sottostante.

Una volta all’aperto si procede su comodo sentiero, in leggera discesa, tra fioriture di Cisto, in circa 15 minuti si arriva all’ingresso della scenografica grotta dei balconi o Strapatente 2.

L’ingresso da noi utilizzato è caratterizzato da una serie di muretti a secco ed è facilmente agibile, a sinistra si scorge subito, lontano una trentina di metri, l’apertura che permette di affacciarsi sulla Val Nava e in distanza di osservare il Monte Carmo.

La fioritura di Cisto a cui accennavamo prima ci accompagna su questo tratto di percorso fino al congiungimento con il sentiero più in basso che concludendo il giro ad anello ci riporterà al posteggio.

Osservazioni del naturalista

Il territorio è caratterizzato, da affioramenti della bianca falesia in "Pietra di Finale" chiamata Bastionata di Boragni, la Grotta Strapatente che abbiamo visitato è una  galleria naturale che pare avere origini nel  periodo del Miocene.

Compiendo questa escursione, si è immersi nel Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) Finalese-Capo Noli, che presenta un’elevata biodiversità, ha estensione di circa circa 28 kmq.

In questa ‘area la millenaria azione erosiva delle acque ha aperto numerose cavità di grande importanza speleologica.

Il carsismo ha generato altresì le forme del paesaggio, caratterizzato da altipiani ad una quota di circa 300 m s.l.m., solcati da profonde incisioni vallive e numerose doline. Mentre la costa prevalentemente alta e rocciosa si alterna a baie sabbiose.

La fauna è quella tipica degli ambienti  rupestri, si possono osservare: il Falco pellegrino, la lucertola ocellata, il geotritone e i pipistrelli.