Finalborgo – Grotta dell’edera – Finalborgo

INFO

Difficoltà: T - Tranne la parte della grotta dove bisogna essere in grado di issarsi con delle corde.

Segnavia: 3 pallini rossi a triangolo segnavia

Altitudine: 250 mslm

Dislivello: 200 metri

Tempo: 1,30 ore

Lunghezza: circa 10 km AR

Voto:

Video

Attrezzatura consigliata

Zaino da trekking

Scarpe o scarponcini da trekking

Borraccia d’acqua

Torcia frontale

Come arrivare

Per arrivare a Finalborgo (SV) si può optare per l’utilizzo del treno che però ha la stazione più vicina a Finale Ligure e proseguire poi con un bus.

In auto non è particolarmente problematico posteggiare, salvo i mesi estivi di luglio e agosto, ci sono diversi posteggi liberi e a pagamento in zona, non abbiamo avuto difficoltà a lasciare l’auto.

Descrizione

Il territorio che andiamo ad esplorare con questa escursione è normalmente destinato a sportivi che praticano l’arrampicata.

Il finalese, per la Liguria, rappresenta sicuramente la patria del freeclimbing, sono presenti oltre un centinaio di falesie, perlopiù costituite da roccia in calcare marino e propongono scalate con vari gradi di difficoltà.

All’interno di questo suggestivo scenario, abbiamo voluto raggiungere, grazie ad una semplice escursione che tocca diverse pareti dove si può arrampicare, la scenografica grotta dell’edera.

Il nostro itinerario è iniziato da Finalborgo in quanto volevamo affrontare l’escursione da questo splendido borgo che è annoverato tra i più belli d’Italia.

Da non perdere una passeggiata nel centro storico che ha documentazione a partire dal XII secolo, il tracciato da seguire che reca tre pallini rossi a formare un triangolo è visibile dal centro del paese, in direzione di Castel San Giovanni, costruzione militare in stile spagnolo che risale al 1600 e vicino al quale passa il nostro sentiero.

Si sale un po' infastiditi dalla mulattiera in pietre (avevamo scarponi rigidi) in mezzo alle piante tipiche della macchia mediterranea; lentisco, corbezzolo, brugo e qualche pino.

Il sentiero punta dritto verso l’abitato di Perti, (da notare che se si avesse poco tempo o si volesse ridurre la lunghezza del percorso, si può partire da qui, per l’esattezza presso la Case Valle).

Appena in prossimità dell’abitato, si inizia a intravedere, tra la vegetazione di ulivi, la chiesa in stile rinascimentale, di Nostra Signora di Loreto, detta anche dei cinque campanili e che si trova poco fuori dall’abitato di Perti.

Se si vuole vedere con più attenzione la costruzione, appena fuori dall’abitato di Perti, una breve deviazione di 5 minuti permette di raggiungerla.

La nostra marcia su strada asfaltata prosegue ancora per circa 800 metri, fino alle case già menzionate sopra, situate in contrada Valle.

Da qui si abbandona l’asfaltata, il sentiero si inerpica attraverso una lecceta, ci si dirige verso le bianche pareti calcaree del Monte Sordo.

Non possiamo dilungarci con le segnalazioni apposte in zona per trovare la grotta purtroppo, di esplicite non ce ne sono, o per lo meno sono molto vaghe, il sentiero che si segue è indicato come “Ermano Fossati”, in ricordo di un vigile del fuoco.

Lo si segue in salita per circa 30/40 minuti fino a che, sulla sinistra un cumulo di pietre permette di deviare dal sentiero principale, noi lo abbiamo notato solo perché seguivamo il percorso con una app dal cellulare.

Comunque, da questa deviazione, in ulteriori 15 minuti si arriva in prossimità dell’ingresso della grotta.

Questa è la parte più suggestiva ed emozionante del percorso, si deve praticamente entrare in una grotta, che nonostante si percorra per pochi metri è necessario affrontare, per avere una buona sicurezza, almeno con una torcia frontale.

Ci si deve inoltre “arrampicare” per qualche metro con corde che si trovano sul posto e in breve conducono a scorgere la luce proveniente dal cunicolo di accesso alla grotta.

Il foro è sufficiente per il transito di una persona alla volta, ma non con zaino in spalla, che se presente, deve essere tirato su successivamente.

Osservazioni del naturalista

Una volta all’interno della Grotta dell’Edera la visione intorno a noi è particolarmente suggestiva, l’interno ha perso parzialmente la volta, in epoche remote è franata, e ora lascia intravedere il cielo azzurro, attraverso due grandi fori creatisi, la luce che filtra illumina le pareti calcaree mettendo in mostra le sfumature di colore che vanno dal bianco al rosa.

Gli spunti fotografici sono molteplici, ci diamo quindi da fare per non perdere nessuno scorcio di questa splendida location.