Condominio cosa si può fare per legge se l’amministratore non risponde. In merito a rispondere è proprio la legge.
I dubbi sulle richieste formali indirizzate all’amministratore di condominio possono essere diversi, specie in merito all’eventuale risposta. Quale occasione migliore per parlarne allora? Oggi andremo a scoprire cosa può fare il condominio, secondo la legge, se l’amministratore non risponde.
Può capitare, infatti, che venga fatta richiesta formale, per intenderci che venga mandata raccomandato o Pec all’amministratore e ci si aspetta di ricevere risposta, ma cosa accade sono non se ne riceva e soprattutto, come si può intervenire?
Il condominio può avere la necessità di mandare una Pec o una raccomandata all’amministratore e di conseguenza è legittimo aspettarsi una risposta. A volte, però, qualcosa potrebbe andare diversamente, dunque, è normale chiedersi entro quali tempi è tenuto a rispondere. Una postilla è doverosa, in alcuni casi, i termini previsti potrebbero essere definiti dal regolamento condominiale.
In merito è bene precisare che l’Art. 1138 del c.c. sottolinea che il regolamento condominiale deve contenere norme relative all’uso delle cose, tutela del decoro dell’edificio e all’amministrazione. Ragion per cui, nel regolamento, devono essere previsti anche i termini di risposta e l’amministratore è obbligato a rispettarli. In ogni caso, se non è presente sul regolamento nessun termine preciso, allora si può ricorrere alla diffida ad adempiere prevista dall’art. 1454 del c.c.. Nello specifico, i condomini possono procedere con l’invio di una diffida all’amministratore e chiedere, dunque, risposte entro un determinato periodo. Ovviamente, anche in questo caso la legge è chiara se non ci sono stati accordi precedenti, il termine non deve essere inferiore a quindici giorni.
Cosa accade se ugualmente l’amministratore non risponde entro i tempi stabiliti? In questo caso, i condomini possono scegliere di risolvere il contratto con l’amministratore. Inoltre, è opportuno sapere che se si notano gravi problemi nella gestione del condominio da parte dell’amministratore è possibile intervenire, ma in che modo? Basterà rivolgersi al giudice per la revoca. Tornando all’argomento iniziale, va sottolineato che in assenza di clausole precise nel regolamento, i 15 giorni non sono vincolanti, dunque, se l’amministratore non risponde entro il termine, non necessariamente potrà essere definito risolto il contratto. A patto, però, che non ci siano motivazioni molto gravi. Ci sono dei casi in cui l’amministratore ha l’obbligo di rispondere, ma di quali si tratta? Di seguito le casistiche:
Il consiglio è quello di mandare sempre una comunicazione via raccomandato o PEC, così si avrà la certezza che l’amministratore abbia ricevuto la richiesta.
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