Grotte - Il mondo ipogeo

Da sempre le grotte conservano un alone di mistero, le cavità non raggiunte dalla luce sono soggette a paure e credenze popolari fin dai tempi in cui l’uomo preistorico le abitava. Tornando alle nostre osservazioni, a parte il tratto iniziale, le cavità naturali o artificiali come le vecchie miniere abbandonate, hanno una notevole scarsità di vegetali per le ovvie esigenze (stimoli luminosi) di cui hanno bisogno.

Visto che sottoterra la luce è assente, l’ambiente e quindi la vita dipendono dall’esterno, dal quale arrivano, tramite veicoli esterni come gli animali, le correnti d’aria e l’acqua, notevoli quantità di materia organica, ovvero di esseri vivi (animali invertebrati, spore, pollini ecc.), ma in genere cio' che viene trascinato nelle cavità e' materia organica morta: detriti vegetali piu' o meno decomposti, guano, cadaveri di animali grandi e piccoli.

Gli animali che vivono esclusivamente nelle grotte, o cavità buie e che vi svolgono il loro intero ciclo vitale, sono detti troglobi. I subtroglofili,invece, passano un periodo limitato della loro vita nelle cavità come ad esempio ditteri (culicidi e limonidi) o i pipistrelli.

Gli ambienti sotterranei naturali (grotte) e artificiali (miniere dismesse, tunnel, acquedotti, sotterranei abbandonati ecc.) rappresentano ad esempio per i pipistrelli importantissimi siti di rifugio. Possono essere utilizzati per trascorrere il periodo del letargo e, nel resto dell'anno, come siti di riposo diurno, posatoi notturni, siti di accoppiamenti. Rappresentati per eccellenza della biodiversità (biodiversity) nelle grotte sono gli aracnidi che colonizzano le cavità dall’ingresso fino alla parte più interna con diverse specie: Pholcus, Metellina, Meta menardi, Tegenaria, Amaurobiidae.

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera Centro Regionale Chirotteri