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Brahmaea wallichii - La falena gufo

 

I bruchi sono glabri e neri o vivacemente colorati. Presentano strane appendici carnose toraciche e addominali (scoli) che scompaiono dopo l'ultima muta, sono gregari durante le prime mute.


A causa della mancanza delle ghiandole sericee, l'impupamento ha luogo senza la produzione di un bozzolo setoso


Gli adulti sono di medie dimensioni, i Brahmaeidae hanno una livrea caratteristica che le rende facilmente riconoscibili.


Presentano talvolta macchie ocellate molto sviluppate, tanto che in alcuni paesi hanno fatto sì che questi lepidotteri meritassero il nome comune di "Falene gufo".


Questa famiglia annovera una sessantina di specie, presenti in Africa, Asia e solo una in Italia Per quanto riguarda l'Europa (Brahmaea Acanthobrahmaea europaea)

Brahmaea wallichiiBrahmaea wallichiiBrahmaea wallichiiBrahmaea wallichiiBrahmaea wallichiiBrahmaea wallichii
 

Cteniza sp.

 

Questo ragno utilizza un metodo di caccia molto singolare. Costruisce una tana nel terreno che viene chiusa da una botola rendendola invisibile alla vista. Durante la notte, suo periodo di caccia, socchiude l'opercolo rimanendo in attesa della preda.

 

Quando la preda entra nel suo raggio di azione scatta fuori fulmineo e la cattura, la immobilizza e la trascina all'interno della tana, dove la uccide e se ne ciba con calma.

 

Le dimensioni del soggetto qui fotografato (un femmina) sono di circa 2,5 cm., il maschio è più piccolo.

 

I ragni appartenenti a questa famiglia vengono definiti ragni con porta a trappola (in inglese trapdoor spiders).

 

In queste foto: Cteniza sp.in attesa di una preda e mentre balza fuori dalla tana per catturare un grillo.

Cteniza mentre esce dalla tana a botolaCteniza mentre esce dalla tana a botolaCteniza mentre esce dalla tana a botolaCteniza sp. a cacciaCteniza mentre cattura una predaCteniza mentre cattura una preda
 

Sceliphron sp: La vespa vasaio

 

Questi imenotteri appartenenti alla famiglia Sphecidae costruiscono nidi di fango (a volte a forma di vaso, da qui prende il nome volgare). In questo nido la femmina depone le uova, quindi lo sigilla.

 

Insieme alle uova la femmina introduce numerosi ragni che serviranno come nutrimento alla larva una volta che sarà schiusa.

 

La caratteristica di questo processo è che i ragni non sono morti, ma resi inerti e paralizzati dal veleno della Sceliphron, in questo modo il "cibo" per la larva sarà fresco anche a distanza di giorni.

 

Questo insetto molto simile ad una vespa è assolutamente innocuo e per nulla agressivo verso l'uomo.

 

E' facile osservare questi nidi costruiti sui muri delle case o all'interno dei cassettoni delle finestre.

 

In queste foto una Sceliphron curvatum

Sceliphron curvatum detta anche vespa vasaioSceliphron curvatum detta anche vespa vasaioSceliphron curvatum Sceliphron curvatumSceliphron curvatumNido di Sceliphron curvatum
 

 

Calosoma sycophanta

 

Il cacciatore di bruchi, così viene chiamato il Sicofante (Calosoma sycophantha), è un coleottero della famiglia dei Carabidi che viene utilizzato dall'uomo nella lotta biologica per combattere le dannose popolazioni di Lymatria dyspar e Thaumetopoea pityocampa.

 

Le larve di queste falene sono molto dannosi in quanto defogliano gli alberi di pioppo, quercia, pino, ecc.

 

Il Calosoma sycophantha si ciba di enormi quantità di questi bruchi, e può arrivare fino a 1000 larve in una stagione.

 

Questo colorato coleottero è presente in tutta Italia (isole comprese). Per difendersi dai predatori può emettere un liquido caustico con un odore molto persistente che viene emesso dall'addome.

 

In queste foto Calosoma sycophanta che si nutre di larve di Lymantria dispar.

Calosoma sycophanta a caccia di bruchiLarva di Lymantria dispar mentre mangia una foglia di querciaCalosoma sycophanta che divora una larva di Lymantria disparCalosoma sycophanta che divora una larva di Lymantria dispar Calosoma sycophanta che divora una larva di Lymantria dispar