Questo piccolo urodelo che appartiene all’ordine Caudata e alla famiglia Salamandridae è scientificamente chiamato Salamandrina terdigitata.
Un vistoso particolare che lo distingue dagli altri suoi simili (salamandre e tritoni) è quello di avere 4 dita sulle zampe posteriori anziché 5.
Il dorso si presenta di colore bruno-nerastro,verrucoso e all’apparenza disidratato una macchia forma di "8" orizzontale posta sul capo tra gli occhi. Il ventre presenta invece una colorazione vivace con macchie nere, bianche e con le parti inferiori delle zampe e della coda rosso vivo .
E’ un anfibio di interesse comunitario, indicatore di ambienti con buon grado di naturalità, ed è l’unico genere endemico della vertebrofauna italiana (si trova, infatti, solo lungo la catena appenninica prevalentemente sul versante tirrenico).
Questa salamandra è normalmente attiva in condizioni di elevata umidità, di notte o giornate piovose, pur essendo un anfibio è uno di quelli legati meno all’acqua, vi si reca solo per la riproduzione a deporre le uova. Sembra che i maschi appena metamorfosati non entrano mai più in acqua, alimentandosi e accoppiandosi a terra.
Si riproduce da marzo a maggio; la femmina si reca nelle pozze di torrenti, dove la corrente dell'acqua non è molto forte e depone le uova in piccoli gruppi, attaccandole a corpi sommersi. Le larve si nutrono di piccoli invertebrati acquatici.
Se disturbata solleva la coda e le zampe (Unkenreflex), mostrando il vivace colore rosso delle parti ventrali, per disorientare i predatori.
Un’altra strategia di difesa è la tanatosi, l’anfibio s’immobilizza fingendosi morto.
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