Tele......... d'autore

Quanto è affascinante osservare un ragno che tesse la sua tela o che si ciba dopo avere con essa catturato la sua preda!

Qualunque appassionato di natura e non, che si aggira per boschi e prati non può non aver notato la quantità di ragnatele in cui ci si imbatte e di conseguenza aver pensato a quanto diffusi siano gli aracnidi.

Cteniza in atteggiamanto di difesa Thomisidae di colore giallo su una margherita gialla

Questo solo considerando le specie che tessono tele aeree, ma vi sono molte specie che cacciano a terra, è il caso dei Lycosidae che si appostano in attesa delle prede senza tessere tele, o come i Thomisidae che cacciano sui fiori grazie alla loro stupefacente capacità di mimetizzarsi perfettamente, catturando gli insetti che si posano sulla vegetazione.

Gli aracnologi non si devono annoiare di certo, osservare individui con abitudini così varie e che popolano habitat molto differenti è sicuramente stimolante per effettuare ricerche approfondite.

Questi invertebrati, dotati di 8 zampe e diversi paia di occhi (fino a quattro) si sono adattati a vivere in tutti gli habitat, in alcuni casi anche sull’acqua e sott’acqua, come ad es. l’argyroneta acquatica, chiamato anche ragno palombaro che riesce a respirare trasportando una bolla d’aria sott’acqua che fissa alla vegetazione.

Argiope bruennichi sulla sua ragnatela con una preda Ragnatela di Neoscona adianta

Un aspetto che ci preme sottolineare è che osservando e studiando gli aracnidi è svanito, almeno nel nostro caso, quel senso di repulsione che molti provano nei loro confronti.

Negli anni ci è capitato spesso di conoscere fotografi naturalisti che quando si trovano davanti ad un ragno manifestavano forti riserve ad approfondire “la conoscenza” e ad avvicinarsi per meglio osservare il soggetto.

Probabilmente le storie popolari fanno si che si credano tutti i ragni velenosi e morsicatori, in realtà ogni anno basta guardare la cronaca estiva dei quotidiani per vedere che ci sono diversi decessi per morso da parte di insetti come le api (possono creare serie reazioni allergiche), mentre i decessi per morso di ragno sono molto rari. Delle diverse migliaia di specie (più di 35 mila) solo una dozzina sono potenzialmente pericolosi per l’uomo e di queste ultime solo una parte sono presenti nel nostro paese.

Per quanto riguarda l’anatomia dei ragni, per nulla elementare, ci siamo limitati ad osservare il prodotto di particolari organi che i ragni hanno nella parte terminale dell’addome (opistosoma), ovvero le ghiandole sericigene.

Queste ghiandole sono adibite alla produzione della seta che è espulsa attraverso le filiere e sistemata in modo magistrale dal ragno per catturare la preda tessendo ragnatele più o meno regolari.

Ragnatela orbicolare Coppia di Gnaphosidae all'interno del nido Ragnatela orbicolare di un grosso araneus Argiope bruennichi e il suo stabilimentum

La seta prodotta dai ragni in realtà è costituita da numerosissimi fili elementari detti fibrille (diam. di 0,05 micron),che opportunamente intrecciati formano un filo unico.

La resistenza di un filo di ragno è calcolata in 149 Kg per mmq, molto superiore a quella del nylon. Per fare un’esempio, consideriamo che la tela di un ragno crociato pesa in totale circa 0,25 milligrammi e sostiene un animale che supera di solito i 500 milligrammi (cioè 2000 volte di più). Tra i cespugli, tra i fili d’erba, a volte tese da un albero all’altro o nel buio delle grotte, le ragnatele costruite dai ragni catturano innumerevoli insetti. Le tele più spettacolari, sono forse quelle orbicolari, che con i loro cerchi concentrici sembrano disegnare un bersaglio nel quale si “conficcheranno” le prede.

Il ragno non rimane intrappolato nella sua tela perché le cellule delle sue zampe secernono un liquido grasso che impedisce loro di rimanere appiccicati. Talvolta il riparo dove vivono per un certo periodo di tempo è costituito da fili di seta come nel caso dei ragni appartenenti alla specie Gnaphosidae.

tela a drappo all'interno di una grotta Ragnatela orbicolare Ragnatela

Si narra in una leggenda, che Aracne fosse una giovane e molto abile tessitrice. La dea Atena anch’essa abile in quell’arte le lanciò una sfida che però Aracne vinse tanto era abile a intrecciare i fili d’oro e argento. La dea, in collera per la sconfitta, per punirla la trasformò in ragno condannandola a tessere per il resto della vita.

Leggende a parte, i ragni utilizzano la loro seta per molte attività durante il loro ciclo vitale. L’aspetto delle ragnatele è caratteristico di ciascuna specie, gli Araneidae nella maggior parte dei casi tessono tele orbicolari, l’argiope inoltre tesse un particolare rinforzo nella sua tela detto stabilimentum. Altre famiglie di ragni tessono invece tele che sono dette irregolari, come quelle tubolari, nel caso dei Filistatidae, a imbuto come gli Amaurobiidae, o delle tane tubiformi foderate di seta che sembrano dei sottilissimi calzini nel caso dei Nemesidi.

Il ragno labirinto, Agelena Labyrintica (Agelenidae), tesse tele a drappo che terminano in un imbuto all’interno del quale il ragno attende con pazienza la preda.

tela a drappo tra i rami di una ginestr Pisaura con ovisacco su una margherita ragnatela ad imbuto all'interno di una grotta Meta menardi con ovisacco all'interno di una grott

I linyphidae, costruiscono invece delle tele a groviglio tra i rami di alberi come i giovani pini o le ginestre.

Sicuramente questi invertebrati sono molto legati alla produzione della seta, la usano per riparare le loro uova, gli ovisacchi costruiti dalle femmine dei ragni sono resistenti e composti da diversi tipi di tele, che permettono di termoregolare il nido, di proteggerlo dai predatori , impermeabilizzarlo e renderlo mimetico.

Alcuni ricercatori dell'Università della California a Santa Barbara, insieme ad altri dell'esercito americano, stanno compiendo notevoli progressi nel comprendere l'origine dell'estrema resistenza della tela dei ragni. Le ultime scoperte sono state pubblicate sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

La proteina con cui sono costruite le ragnatele è di grande interesse per gli scienziati, poiché esse hanno una grande resistenza alla tensione e sono contemporaneamente molto elastiche.

Ragnatela orbicolare di araneidae fotografata in controluce tela tubiforme  di nemesia

La tela di ragno può essere estesa fino al 50 per cento della sua lunghezza, prima che si rompa. "L'ultimo decennio ha visto un aumento significativo della letteratura scientifica sulle tele di ragno " (Emin Oroudjev).

Questo interesse è dovuto alle sue impressionanti proprietà meccaniche. In particolare, l'esercito americano è interessato a questo materiale per costruire giubbotti antiproiettile, ma sicuramente le possibili applicazioni sono molto più numerose. In particolare, le ultime ricerche sono concentrate sulla comprensione di come la proteina che costituisce la tela si ripieghi e di come sia organizzata nella fibra.

"La tecnica di tessitura di una tela orbicolare (vedi figura) ha questo procedimento: il ragno comincia ad appollaiarsi su uno stelo e ad emettere un filo che il vento porterà contro un ostacolo vicino. Ne risulta un asse di partenza più o meno a forma di scodella in cui si inserisce il ragno. Arrivato nel punto più basso di questo cavo morbido il ragno vi fissa un filo e si lascia cadere srotolando fino che non tocca un ostacolo in basso. Da questa manovra deriva una struttura a "Y", che è il punto di partenza classico della tela di ragno. Il centro della "Y" sarà il centro della tela. I fili che costituiscono i raggi hanno una struttura simile, ma diversa. Al contrario la spirale destinata alla cattura, è molto adesiva e molto più elastica e umida" (Yves Sciama "I ragni")

Pur costruendo tele orbicolari simili alcuni ragni non condividono le stesse caratteristiche. Infatti alcuni di essi usano la tela in modo passivo per catturare le prede, altri la usano come una rete da pesca e con le zampe, agitandola, catturano le prede.

©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

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Ultimo aggiornamento: 29-03-2013