Oasi di Sant'Alessio

Fenicotteri rosa

Una visita interessante dal punto di vista naturalistico è indubbiamente l'oasi di Sant'Alessio in provincia di Pavia.

Oasi di sant'Alessio Oasi di sant'Alessio Oasi di sant'Alessio

Per gli amanti di ornitologia vi è la possibilità di osservare e fotografare diverse specie di uccelli selvatici, falchi, pellicani, spatole, aironi, cicogne, mignattai, ibis, pappagalli, ecc.

Ciò che colpisce a prima vista è indubbiamente la fortezza all'ingresso con la possente torre (sede di nidi di cicogna); essa aveva (ed ha tuttora) quattro piani fuori terra di oltre 60 metri quadrati ciascuno. Non è da escludere che la fortezza sia opera dell' amministrazione del Sacro Romano Impero. La datazione più corretta di Sant'Alessio sarebbe il X sec., ma non si esclude la possibiltà che risalga al XII sec. (dati presi dal sito dell'oasi)

Sant'Alessio è passata attraveso i secoli di mano in mano: la famiglia Canepanova, i Beccaria (che la trasformarono da rude fortezza a villa di caccia). Nell'Ottocento il castello venne degradato in un granaio, in una scuola, ....

Oggi è un'oasi molto bella che si è sviluppata intorno al castello a partire dal 1975.

L'impatto che abbiamo avuto è stato piacevole, le specie animali che si possono osservare nei rispettivi habitat, perfettamente ricostruiti, fanno capire il grande lavoro per ottenere un equilibrio biologico per il mantenimento della catena alimentare.

Gufo siberiano Haematopus ostralegus Phalacrocorax carbo

Essendo andati con lo scopo principale di scattare fotografie ci siamo soffermati maggiormente nelle zone dove gli animali vivono completamente liberi ed abbiamo osservato in maniera più superficiale le specie in gabbia (tucani, scimmie, ...); alcune specie come il gufo o il falco sono piuttosto difficili da fotografare in quanto osservabili esclusivamente dall'interno di un tunnel piuttosto buio e circondati da vegetazione molto fitta.

All'interno dell'oasi vigono leggi ferree per il comportamento, ma la fotografia è resa possibile da vari accorgimenti.

Notevole la ricostruzione della foresta pluviale e il giardino delle farfalle esotiche. Per quelli come noi che sono abituati a fotografare le farfalle rincorrendole da un fiore all'altro questo è veramente un posto da sogno.

Giardino delle farfalle Merops apiaster Pelecanus onocrotalus

Farfalle dai colori sgargianti (Morfo dell'Amazzonia, Macaone arancio, Melpomene ...) che si posano su una vasta moltitudine di fiori e che volteggiano a pochi centimetri dall'obiettivo.

Alcuni animali si avvicinano molto (otarda) e taluni come i pappagalli ad esempio vengono volentieri in mano.

Purtroppo come già detto non tutte le specie sono fotografabili, alcune sono osservabili solamente da dietro dei vetri sporchi che impediscono lo scatto, ma l'osservazione merita comunque attenzione.

Oasi di sant'Alessio

Si consiglia un cavalletto e naturalmente un obiettivo da 200mm in sù. L'obiettivo macro è certamente utile nella serra delle farfalle.

L'oasi è aperta da Marzo a Ottobre, all'interno c'è un punto di ristoro con tavoli al riparo dal sole, una zona pic nic al riparo anch'essa dal sole e dalla pioggia. Essendo spesso frequentata da scolaresche personalmente consigliamo la visita a chi volesse scattare fotografie in un periodo in cui le scuole siano chiuse.

I percorsi sono tutti ben battuti e l'oasi è visitabile al 60% da persone disabili.

Per ulteriori informazioni visita il sito dell'oasi http://oasisantalessio.com/

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©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti:

Ultimo aggiornamento: 05-05-2013