Le orchidee spontanee

Cymbidium orchidea da giardino coltivata dendrobium orchidea tropicale Struttura dell'orchidea

La prima immagine evocata dalla mente, pensando alle orchidee, è il classico fiore tenuto in serre per piante tropicali, difficilissimo da coltivare e riservato all’osservazione in natura in  paesi per lo più situati nella fascia equatoriale o vicino alle foreste tropicali.

Questo è quanto normalmente si pensa (almeno, noi fino a qualche anno fa eravamo piuttosto all’oscuro al riguardo) delle orchidee, senza sapere che anche alle nostre latitudini e quindi nei nostri prati e nelle nostre montagne si possono incontrare diverse decine di specie delle 20.000 diffuse in tutto il mondo. In Italia ne crescono spontaneamente circa 22 generi, per circa 70 specie

Dopo esserci documentati a dovere, le orchidee sono molto esigenti come tipologia dei terreni, climi e stagioni di fioritura, abbiamo passato diverso tempo (circa 2 anni) ad immortalare queste meraviglie in lungo e in largo nella nostra regione, la Liguria, in particolare la provincia di Genova levante.

limodorum abortivum Neottia nidus avis Himatoglossum robertianum

Le orchidee possono essere: terrestri (con radici nel terreno), epifite (vivono sui tronci degli alberi), saprofite (si nutrono di materia in decomposizione e non hanno clorofilla) e rampicanti (con fusti simili a liane)

Le orchidee delle regioni tropicali, dove l’umidità è elevata, vivono anche senza contatto con il suolo. Le orchidee che vivono in Europa e Africa mediterranea affondano invece le radici nel terreno e sono normalmente piante erbacee perenni.

E’ interessante osservare che non tutte le orchidee sono autotrofe, (ovvero in grado di riprodurre direttamente le sostanze nutritive per sopravvivere e la clorofilla) alcune come la Neottia e il Limodorum sono parassite cioè dipendono costantemente dall’associazione con un fungo, che invadendo parte delle radici consente alla pianta di assorbire il nutrimento dal terreno, questa associazione è detta simbiosi micorrizia. Il fungo in cambio non ricava nessun vantaggio.

Gli organi vegetativi sotterranei delle orchidee (i tubercoli) in molti casi assomigliano ai testicoli (in greco ‘Orchis’). I tubercoli sono di diverse forme, a seconda della quale abbiamo specie di orchidee differenti.

Una delle prime orchidee spontanee a spuntare nel Nord Italia è l'Himatoglossum robertianum o Barlia robertiana. Si tratta di un'orchidea da 20 a 50 cm. Essa non produce nettare, ma ospita numerose colonie dell'afide Dysaphis tulipae, la cui melata si accumula nello sperone dei fiori, fungendo da attrattiva per gli insetti.

Orchis mascula Ophrys tyrrhena Serapias lingua Spiranthes spiralis Dactylorhiza Gymnadenia conopsea

Se ovoidale, Orchis, Ophrys e Serapias, affusolato Spiranthes,  palmato Dactylorhiza e Gymnadenia e se assottigliato all’apice Platanthera.

Se l’organo sotterraneo è a forma di rizoma Epipactis e Cephalanthera, caratteristica invece della Neottia nidus-avis è quella di avere un apparato sotterraneo talmente fitto e intrecciato che il suo aspetto a nido d’uccello ha determinato il nome della pianta.

Platanthera Epipactis Cephalanthera longifolia Impollinazione Impollinazione

Certo quello che colpisce maggiormente delle orchidee spontanee è la parte aerea, il fiore, che a seconda della specie può avere diverse colorazioni, passando dal bianco al rosa, al giallo o al viola e al rosso acceso a seconda della specie osservata.

Il fiore vero e proprio è composto da sei elementi, tre petali e tre sepali, dove per terzo petalo si intende il labello.

Quest’ultimo riveste un ruolo molto importante nelle varie specie di orchidee spontanee, in quanto è l’elemento di richiamo per tutti gli insetti impollinatori, essendo unico e tipico di ciascun genere si può affermare che è una specie di carta d’identità per l’orchidea, la sua attenta osservazione spesso ne decide la corretta identificazione.

Cypripedium calceolus

Al nome italiano corrente, che hanno tutte le orchidee, si accompagnano a volte appellativi popolari che variano da una regione all’altra, è il caso della “scarpetta della Madonna” nome che identifica solitamente il Cypripedium Calceolus , in Liguria identifica invece alcune Ophrys.

Ophrys sphegodes Ophrys tyrrhena Ophrys bertolonii

Abbiamo imparato che la vita delle orchidee spontanee dipende molto dalle condizioni del terreno, mentre alcune specie ne sono indifferenti, altre sono molto esigenti e legate esclusivamente al calcare, come nel caso delle Ophrys.

Le Ophrys possono risultare diverse nella forma e nel colore addirittura sulla stessa pianta. Non rare sono le anomalie cromatiche, che spesso ostacolano la possibilità di riproduzione, in quanto il fiore con colore e forma diversa rischia di non essere "riconosciuto" dagli abituali pronubi.

L'impollinazione delle Orchidaceae è prevalentaemente entomofila (cioè per mezzo di insetti). Nonostante qualche caso raro in cui l'insetto impollinatore sia un coleottero o una farfalla, la maggior parte degli impollinatori delle orchidee sono Imenotteri e molto spesso Apoidei.

Molto particolare il meccanismo adottato dalle Ophrys per la riproduzione, infatti ogni Ophrys ha un labello diverso per simulare un insetto femmina ben preciso. E' da notare quindi che l'insetto impollinatore è sempre "maschio". Curioso il fatto che alcune ibridazioni avvengono solamente perchè l'insetto compie degli errori in precisa sequenza. L'impollinazione può essere addominale o cefalica e questo determina la possibilità di raggiungere o meno lo stigma del fiore.

Divieto raccolta orchidee Dactylorhiza maculata Orchis mascula Ophrys e Coriophora Neotinea ustulata

Per la salvaguardia di questo prezioso patrimonio botanico la Regione Liguria ha emanato nel 1984 la L.R. n.9 del 30 gennaio.

Questa legge elenca un centinaio di piante tra cui le orchidee che compaiono sono: Nigritella nigra, tutte le specie del genere Ophrys (con divieto assoluto di raccolta) e a protezione parziale (si può raccogliere solo un numero limitato e solo la parte aerea !!!)

Per tutte le altre specie, SerapiasEpipactisLimodorumListera – ecc.. non è previsto nulla!! A livello nazionale la maggior parte delle orchidee spontanee è soggetta a tutela integrale a seguito del recepimento (con Legge 150 del 7 febbraio 1992) della convenzione di Washington.

Epipactis helleborine Listera ovata Neotinea maculata Orchis provincialis Orchis purpurea

L’escursione di altitudine dove si possono trovare orchidee spontanee varia tra 0 e 2000 mslm.

Esse si presentano talvolta in gruppi numerosi e fortemente localizzati (Orchis purpurea, Anacamptis morio, Orchis laxiflora, Orchis mascula, Dactylorhiza, Aceras anthropophorum …..) oppure in esemplari isolati (Limodorum, Neotinea ustulata, Orchis patens).

Alcune crescono in luoghi fortemente civilizzati, come il bordo strada (Barlia robertiana, Serapias, Orchis provincialis) o vicino ai muri delle case.

Limitiamoci ad osservarle senza reciderle limitiamoci ad osservarle senza reciderle

Per concludere diciamo che la variabilità di questi fiori è vasta, sia per colore, per altitudine di ritrovamento, per forma e per altezza.

Alcune sono molto piccole (Neotinea), molto sottili (Listera ovata) o molto alte (Barlia robertiana e Epipactis).

Alcune vengono utilizzate per uso alimentare, la più conosciuta è la Vanilla planifolia (originaria del Messico) dalla quale si ottiene la vaniglia. Questo particolare fiore ha un giorno di tempo per essere impollinato e a livello industriale, essendo il rischio di un fallimento troppo elevato, viene impollinata a mano dall'uomo. Questo procedimento ne fà lievitare il prezzo!!

Impariamo a rispettare questo patrimonio della natura e limitiamoci ad osservarle senza reciderle. Per ornare le nostre case esistono in vendita esemplari coltivati appositamente per lo scopo.

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Un censimento della Limnofauna Europea (Illies 1978) stima le specie animali delle acque dolci europee in circa 15.000 specie In Italia il numero di specie presenti è di circa 5500, circa il 10 % dell’intera fauna italiana di queste circa 3100 specie sono insetti degli ordini già citati in precedenza.

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©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti: Wikipedia

Ultimo aggiornamento: 05-03-2015