La notte delle falene (tecniche per osservare)

Un grande interesse per le falene è quello che si è sviluppato dentro di noi nelle notti passate ad osservarle e a studiarle.

La grande opportunità che abbiamo colto al volo, verso la fine del mese di agosto appena trascorso, di vivere una vera notte delle falene è stata fondamentale!

Notte delle falene Gruppo elettrogeno Lampada al neon Falena attratta dalla luce

Siamo riusciti a partecipare, grazie all'amico Francesco e alla disponibilità del suo noto padre, l’entomologo Luigi Cassulo, ad una serata interessantissima. Abbiamo installato una postazione per attrarre le falene nell’entroterra genovese in un comune del Parco dell’Antola.

Tutta l’attrezzatura portata dall’entomologo, (lampada a luce mista, a luce UV e al neon con relativo gruppo elettrogeno) ci ha permesso di capire meglio, grazie ad accurate spiegazioni che hanno accompagnato la nottata, quali possano essere gli effetti sull’ entomofauna e in particolare per le falene le conseguenze dell' attrazione che provano verso la  luce artificiale.

Notte stellata
Lampada a luce miscelata e UV Lampada a luce miscelata e UV

Il posto è splendido, situato ad un’altitudine di circa 800 mslm, lontano da luci artificiali, abbiamo scelto un grande prato in maniera che le luci fossero visibile il più lontano possibile, non abbiamo dovuto aspettare molto per vedere i primi risultati.

Dopo mezz'ora abbiamo cominciato a vedere arrivare le prime falene (e non solo, anche ditteri ed ortotteri) che confluirvano verso le sorgenti luminose. In questa esperienza non abbiamo effettuato nessuna cattura, ma solo osservazione delle diverse specie avvistate e qualche foto.

Abbiamo appreso e constatato che “l’effetto attrattivo” esercitato dalla luce verso questi insetti varia a seconda della lunghezza d’onda della luce, ovvero tende a crescere con l’aumentare della lunghezza d’onda della luce ed è estremamente elevato in corrispondenza degli ultravioletti (UV).

Ecco insomma quale è l’importanza di effettuare monitoraggi sulle popolazioni di entomofauna e in questo caso le falene, per studiare l’impatto ambientale che l’inquinamento luminoso ha sull’alterazione delle specie che si riproducono nelle varie aree del nostro paese.

In altre uscite effettuate nel mese di settembre in zone costiere abbiamo fotografato e osservato molte altre specie e osservato qualche predatore all’opera, come ad esempio i gechi e i pipistrelli.

Geco a caccia in un lampione Agrius convolvuli Agrius convolvuli

Particolarmente gravi, possono essere gli effetti causati dall’illuminazione su specie migranti che normalmente si orientano con la luna e le stelle e in presenza di miriadi di altre sorgenti luminose le traiettorie seguite dagli insetti possono provocare alta mortalità nello sciame.

A chi non è mai capitato, durante qualche serata estiva, di osservare una falena, entrata dalla finestra lasciata aperta o attirata dalle luci di una terrazza, svolazzare impazzita per poi cadere esausta sul pavimento. Si pensi all’impatto che migliaia di lampioni e di insegne e varie sorgenti luminose possono provocare sulle popolazioni di lepidotteri notturni.

Non ultima come causa di morte diretta, quella dovuta ad ustioni, intrappolamento nei lampioni e facile cattura da parte dei predatori che si abituano a pattugliare le aree con alta concentrazione di insetti.

Curioso vedere come in molti lampioni, sia facile osservare un geco pronto ad approfittare di tutti gli insetti che vi gravitano attorno procurandosi un facile pasto, sembrano aver appreso facilmente che oltre al calore la luce è fonte di cibo !!

Per questo tipo di attività è necessaria una torcia frontale a led, un retino in tulle per lepidotteri in modo da poter catturare qualche esemplare e poterlo osservare più da vicino senza traumatizzarlo.

Naturalmente se si vuole scattare qualche foto è necessaria una macchina fotografica dotata di flash (o più di uno) e un obiettivo macro dedicato ( noi abbiamo usato il Canon 100 mm e il 15 mm fisheye Sigma), un cavalletto per eventuali esposizioni con tempi lunghi.

La condizione meteo ideale è con il cielo nuvoloso o comunque senza luna e con serate calde e poco ventilate.

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©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti:

Ultimo aggiornamento: 14-02-2012