La mantide religiosa: mito, leggenda e realtà

Habitat Mantide religiosa

Quando attraversiamo, durante le nostre escursioni a caccia di prede da fotografare, zone aride e assolate o con vegetazione per lo più bassa, non possiamo fare a meno di pensare che stiamo attraversando l’habitat ideale dove vive la Mantide Religiosa (Mantis Religiosa). Essa  appartiene all’ordine Mantodea ed è una delle specie di mantidi europee più comuni e, soprattutto in Italia,  più facile osservare.

Mantide religiosa, Praying mantis Esuvia Mantide religiosa

Il fascino che sprigiona questo insetto nasce, almeno in noi, che da poco tempo abbiamo rivolto interesse scientifico naturalistico al regno degli artropodi, anche dalle leggende che nella storia si sono avvicendate sino ai giorni nostri. Questo ci ha colpiti perché significa che un “semplice” insetto di dimensioni relativamente ridotte, al massimo 7-8 cm si è fatto notare e temere.

Spenderemo quindi di seguito poche righe storiche e stralci di credenze popolari.

E’ affascinante scoprire che già nel settecento un illustre scienziato, biologo considerato il padre della moderna classificazione scientifica di piante e animali come Carl von Linné, conosciuto come Linneo attribuisse alla mantide il termine “Religiosa” per la posizione degli arti raptatori, ricordando un’austera figura in preghiera. Mantis idos, che deriva dal greco, significa profeta e questo la dice lunga su quanto fosse temuto e rispettato fin dall’antichità questo insetto.

Aristarco (310 a.c. circa 310 a.c.) astronomo e fisico greco asseriva che la mantide era portatrice di mala sorte e persino lo sguardo, se si era fissati, era fonte di sciagura. Nell’antichità si credeva che la comparsa della mantide preannunciasse carestia e persino la sua ombra disgrazia per gli animali che incontrava.

Il comportamento della mantide è anche abbastanza singolare nell’accoppiamento, poichè il cannibalismo è spesso praticato in quanto la femmina tende a divorare il maschio. La riproduzione è anch’essa affascinante, la femmina fecondata depone generalmente da 2 a 3 ooteche (che non sono altro che involucri spugnosi pieni di uova) di colore marroncino chiaro che come abbiamo potuto osservare generalmente sono collocate attaccate alle rocce nelle pendici assolate dei pendii dove dimora.

Mantide religiosa mentre mangia un'ape Mantide religiosa nel suo habitat Ooteca di mantide religiosa

All’interno di queste strutture sono ospitate circa un centinaio di ninfe che una volta uscite allo scoperto diventano adulte dopo varie mute.

La nostra esperienza diretta, a parte le varie mantidi fotografate in cattività, l’abbiamo fatta inizialmente decidendo di provare a fare schiudere un ooteca che abbiamo prelevato durante una gita e vi assicuriamo che è stato emozionante riscontrare che seppur miniaturizzati (come vedete dalle foto) gli esseri che uscivano dall’ooteca erano uguali ai genitori sia come fisionomia che negli atteggiamenti, sempre piuttosto cauti e guardinghi verso l’ambiente che gli si prospettava dinnanzi.

Se invece si prova ad alimentare un soggetto adulto con un insetto (grilli, bruchi,cimici ecc…ecc..) trattenuto con delle pinzette si può osservare quanto siano spietate e voraci predatrici di insetti, immediatamente fanno scattare gli arti raptatori con i quali trattengono la preda sino a che le potenti mandibole non hanno completamente divorato l’insetto.

Mantide religiosa in controluce Nascita Mantide religiosa Piccole Mantidi religiosa

L’accoppiamento tra due individui avviene sempre con un certo pericolo per il maschio, infatti spesso se la femmina non è ben nutrita tende a divorarlo partendo dalla testa ed è infatti sulla base di queste osservazioni che si è più volte parlato di cannibalismo molto pronunciato. In questa specie, in seguito ad osservazioni fatte, nel 1886 lo scienziato Leland Ossian Howard del Museo Nazionale di Storia Naturale dedusse che il cannibalismo messo in atto doveva essere un normale precursore all'accoppiamento della mantide.

Per tutte queste particolari caratteristiche abbiamo pensato di guardare più da vicino questo insetto che seppur con molte risorse deve in un ciclo di vita abbastanza ridotto (7/8 mesi) sopravvivere e riprodursi per perpetrare la specie.

Per quanti volessero saperne di più sulle le mantidi consigliamo un testo scritto da Marco Salemi e Francesco Tomasinelli “Le Mantidi Religiose e gli Insetti Stecco” De Vecchi editore, dal quale abbiamo tratto spunto per queste osservazioni.

Per osservazioni su altre mantidi come l'Empusa Pennata, L'ameles Spallanzania e mantidi esotiche .... leggi qui

©2011 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti: "Le mantidi religiose e gli insetti stecco" di F.Tomasinelli e M.Salemi, Insetti (Fabbri Editori), Wikipedia

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