Il forte impatto dell’inquinamento su insetti e animali

Inquinamento Inquinamento

La primavera è sempre meno "odorosa"? Colpa dell'inquinamento! Dai gas di scarico alle emissioni industriali, le attività dell'uomo stanno divorando gli odori della natura. E i primi a pagarne le conseguenze sono gli insetti come le api, che abbandonano gli alveari alla ricerca di profumi che non esistono più. (Andrea Porta, 23 aprile 2008)

In effetti l’affermazione sopra riportata non può che essere condivisa, ovviamente non vale solo per le api, ma per tutti gli esseri viventi, è indubbio che l’inquinamento visto come un’alterazione dell’ambiente in cui viviamo peggiora la nostra qualità della vita e quella degli animali.

Se proviamo a pensare a quanti tipi di inquinamento ci possono essere:

  • Inquinamento atmosferico: è il più diffuso e consiste nell’ inquinamento dell’aria dovuto ai gas di scarico dei veicoli e dall’emissione di impianti industriali ed inceneritori

  • Inquinamento idrico: anche questo è molto frequente e consiste nell’'inquinamento delle acque dei mari, fiumi e laghi a causa di scarichi di liquami, rifiuti domestici, industriali ed urbani in generale.

  • Inquinamento acustico: si ha in presenza di elevati rumori o suoni, che causano fastidio e disturbo alle normali attività umane.

  • Inquinamento luminoso: quando si è in presenza di una mutazione dei normali livelli di luce normalmente presenti di notte, che provoca alterazioni e danni all’ambiente, ma anche alle persone.

  • Inquinamento elettromagnetico: radiazioni magnetiche emesse da antenne per telefonia cellulare, dai cellulari, da apparecchi wireless e da gran parte degli strumenti appartenenti all’ambito informatico.

possiamo quindi ben immaginare quante specie di animali possano essere coinvolti in tale problematica.

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Lo smog e l'inquinamento creano problemi agli animali: i fumi di scarico di automobili e camion che invadono l'aria confondono gli insetti impollinatori.

A denunciarlo è un recente studio dell'Università di Washington pubblicato sulla rivista Science che ha scoperto come le fonti umane di inquinamento possano nascondere il profumo dei fiori ai fini dell'impollinazione.

Tra le più seguite e monitorate cause di problemi legati alla vita degli insetti vi è sicuramente quella dell’inquinamento luminoso.

L'inquinamento luminoso è un'alterazione dei livelli di luce naturalmente presenti nell'ambiente notturno. Questa alterazione, più o meno elevata a seconda delle località, provoca danni ambientali di diversa natura:

Falena attirata dalle luci artificiali Inquinamento

Ognuno di noi può osservare soprattutto nelle notti estive, cosa succede a certi insetti, in particolare i lepidotteri notturni. Le loro normali attività (volo, orientamento, migrazioni, ricerca del partner, ovideposizione, nutrizione,...) vengono alterate rendendoli più esposti ai predatori (uccelli, pipistrelli, ragni) che hanno imparato ad utilizzare questo “aiuto esterno” per la caccia. E’ piuttosto frequente veder cacciare un predatore notturno come il geco in prossimità di lampioni in città, evidentemente si è abituato a trovare insetti e falene in quantità maggiori grazie alle luci.

Alcuni studiosi americani, hanno rilevato come anche alcuni ragni (Larinioides sclopetarius) abbiano “imparato” a costruire la loro tela nelle immediate adiacenze dei lampioni per catturare più agevolmente le loro prede.

L'aumento della pressione predatoria, la perdita di capacità di svolgere le normali funzioni, hanno condotto in molti casi, testimoniati da ricercatori di tutto il mondo alla perdita di popolazioni locali di diverse specie di insetti.

Non sono però solo gli insetti a subire gli effetti dell'inquinamento luminoso. Risposte meno evidenti e meno immediate non significano che per altri animali il problema non esista!

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Diverse ricerche condotte sugli anfibi hanno mostrato come l'illuminazione artificiale non solo fa perdere l'orientamento e condiziona i movimenti rendendo gli individui più vulnerabili ai predatori, ma altera anche la produzione di ormoni e quindi il controllo della produzione di uova, dell'accumulo di grassi e così via.

Anche le migrazioni degli uccelli sono messe in serio pericolo dall'intensa illuminazione delle città.

Nelle loro periodiche migrazioni molte specie utilizzano per orientarsi le stelle e la luna: quando si trovano a volare sopra zone intensamente illuminate vengono disorientati e talvolta finiscono per sbattere addosso a torri faro o a volare in tondo attorno alla fonte luminosa.

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L’inquinamento dei corsi d’acqua o a volte anche la scomparsa di piccoli laghetti e pozze mette a rischio le popolazioni di animali che li popolano.

L’allarme è a livello mondiale, le specie di anfibi minacciate e a rischio di estinzione sono parecchie, alcune di esse potrebbero estinguersi nel giro di pochi anni e diverse altre si sono già estinte.

Il discorso vale anche per altri animali che popolano stagni e laghetti, ovvero pesci, rettili e tutta la fauna minore delle larve di insetti.

Le cause sono quasi tutte riconducibili ad attività dell’uomo che determinano distruzioni o alterazioni dell’ambiente naturale, non solo a livello locale, ma anche globale: la creazione di nuove zone urbane o industriali, il taglio dei boschi e delle siepi, il prosciugamento di sorgenti e corpi idrici o il loro inquinamento, l’introduzione di pesci alloctoni nei laghetti, la costruzione di nuove strade, il riscaldamento del clima, ecc.

Il 2012 è stato l'anno dedicato dall'UNEP al pipistrello, supereroe nella lotta biologica alle zanzare tanto da essere assoldato in diverse città italiane, per combattere l'infestazione estiva degli insetti e contenere la diffusione di malattie infettive.

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Il pipistrello è importante non solo per il contenimento della popolazione di zanzare ma anche per il mantenimento degli equilibri ecosistemici ed ha un estremo bisogno di protezione dal suo nemico numero uno: la perdita di habitat causata dall'urbanizzazione delle campagne e dall'inquinamento.

Dieci delle diciannove specie native della Germania figurano tra gli animali a rischio di estinzione. I pipistrelli sono specie protetta in Europa eppure i pesticidi letali per i chirotteri non sono regolamentati e non si attuano valutazioni sull'impatto a breve, medio e lungo termine dei pesticidi.

Molti degli studi sui pipistrelli vengono effettuati in aree protette o in foreste e tralasciano la salute delle popolazioni in contesti di agricoltura intensiva. Lo studio tedesco ha analizzato la dieta dei pipistrelli in un frutteto, scoprendo che un principio attivo dei pesticidi, noto come fenoxycarb, penetra nella catena alimentare del pipistrello tramite i residui contenuti negli insetti di cui si nutre.

Il fenoxycarb inibisce la crescita degli insetti. L'impatto è più grave per i pipistrelli che si nutrono di ragni e insetti presenti sulle foglie degli alberi da frutto. I Chirotteri sono particolarmente vulnerabili all'inquinamento per via della loro longevità e del tasso di riproduzione lento, raramente infatti generano più di un piccolo all'anno.

I pipistrelli sono inoltre mammiferi particolarmente perseguitati, in quanto sensibili anche all’inquinamento luminoso e pare anche a quello elettromagnetico, il cosiddetto elettrosmog, ovvero l’immensità di onde emesse da trasmettitori di vario genere, tv – telefoni cellulari – reti wifi ecc.

©2016 Testo e Foto: Alessandra e Rocco Marciano

Fonti: http://www.inquinamento.it/Tipologie_di_inquinamento.htm
http://www.ecologicacup.unisalento.it/leo_8effettiecologici.aspx
http://www.bighunter.it/Natura/ArchivioNews/tabid/220/newsid734/10944/Default.aspx
http://www.ildivulgatore.it/pdf/2002/01-scheda-anfibi.PDF
http://www.ecoblog.it/post/27021/pipistrelli-in-pericolo-a-causa-dei-pesticidi

Ultimo aggiornamento: 28/09/2016