Il mondo sommerso di stagni e ruscelli

L’idea di realizzare questo articolo prese vita,  senza molta convinzione a dire il vero, una mattina di febbraio mentre allestivamo per le prime volte uno dei nostri acquari da campo, costruiti per osservare e fotografare nel modo meno traumatico possibile qualche anfibio (vedi galleria foto).

 

Eravamo nei pressi di una pozza d’acqua che ancora parzialmente ghiacciata mostrava attività di diversi tritoni alpestri. Prendemmo del materiale per allestire la nostra piccola vasca e iniziammo a fare le prime foto.

 

Larva di tritone e di libellulaStudio e ricerca sul campo

Ci accorgemmo dai primi scatti che la larva di tritone che avevamo isolato non era sola, ma gli si era avvicinata una grossa larva di libellula che rimase impressa in uno dei nostri primi scatti al “mondo sommerso” che avevamo creato.

 

Documentazione fotograficaRicerca nei fiumi

La curiosità o se vogliamo il fascino delle larve ci accompagnò nei mesi successivi e pur osservando larve e adulti di vertebrati (soprattutto anfibi) ponemmo un occhio di riguardo agli invertebrati. In tutte le nostre escursioni, sia diurne che notturne, gli incontri con specie di larve acquatiche furono sorprendenti.

 

 

Documentandoci imparammo a non cercare a caso, i fondali sabbiosi o melmosi ospitano specie di larve differenti come pure le acque stagnanti o torbide e quelle cristalline e scorrevoli. Consci di non poter fare un lavoro globale della vita neppure di una piccola pozza, (richiederebbe tempo e conoscenze che non abbiamo e  onestamente è meglio lasciare fare agli specialisti) perchè vi vivono centinaia di animali e organismi, abbiamo posto un attenzione maggiore su ciò che abbiamo più comunemente incontrato.

 

Baetis rhodaniMetamorfosi di una libellula

Tutte le larve degli insetti passano una serie di trasformazioni da uno stadio immaturo all’altro (metamorfosi) che terminano con la trasformazione in insetto adulto (imago). Più rare sono le specie che non compiono metamorfosi (ametaboli); ne sono un esempio i tisanuri, che presentano insetti neonati essenzialmente simili agli adulti.

 

Gli entomologi riconoscono due forme fondamentali di metamorfosi: quella completa (olometabolia) ad esempio i lepidotteri e quella incompleta (eterometabolia) che per le specie con larva acquatica, ad esempio le libellule vengono definite emimetaboli.

 

Tra gli abitanti di questi ecosistemi abbiamo inserito anche alcune specie di chiocciole che abbiamo spesso incontrato in stagni e ruscelli ( del genere Radix, Physa, Bithynia e Lymnea) in un’occasione abbiamo avuto la fortuna di vedere anche le uova deposte

 

Abbiamo letto molte statistiche che si basano sul censimento delle quantità e specie di animali trovati nella pozza analizzata per stabilirne il grado di salute dell’acqua, tutti gli esseri viventi sono quindi ottimi bioindicatori.

 

Bithynia tentaculataPhysa acutaRadix peregra

Una premessa che ci pare doveroso fare è che per attuare questa ricerca abbiamo cercato di rimuovere tutti i soggetti con estrema cura. Abbiamo sempre riposizionato tutto nelle location dove abbiamo  operato, aiutandoci con un piccolo retino.

 

Le nostre osservazioni sono state fatte in ruscelli rocciosi e ciotolosi, o pozze e laghetti con fondo fangoso e piante acquatiche ad un altitudine che oscilla tra lo 0 e i 1500 mslm che potete vedere in questa galleria di scatti ai diversi ambienti acquatici.

 

Corso d'acqua ghiaioso e lentoAcqua quasi fermaPozza d'acqua temporaneaCorso d'acquaTorbieraPozza d'acqua temporanea

Questa fauna è estremamente diversificata, in relazione all’idrografia ed orografia del territorio. Possiamo sottolineare che siamo rimasti molto colpiti dalla biodiversità dell’entomofauna delle acque dolci e dalla grande quantità di specie presenti.

 

Di seguito descriviamo qualche esemplare e relative sommarie caratteristiche dell’entomofauna di ordini come: Efemerotteri, Plecotteri, Tricotteri, Ditteri , Odonati e Coleotteri.

 

Una delle prime larve che abbiamo osservato  sono state quelle della libellula.

Gli Odonati sono insetti eterometaboli (metamorfosi graduale) con larve acquatiche (emimetaboli). Le loro forme e dimensioni variano parecchio, a seconda che si tratti di larve di zigotteri e anisotteri.

 

Aeshna cyaneaBoeryaCeriagrion tenellumCoenagrion puella

 

Cordulegaster boltoniiLibellula depressaPlatycnemis pennipesPyrrhosoma nymphula

 

Abbiamo incontrato esili larve di platycnemis, dotati delle caratteristiche tracheobranchie foliacee per la respirazione, di dimensioni di poco superiori al cm fino a quelle di aeshna o cordulegaster (grandi libellule) che misurano oltre i 3 cm. e respirano tramite una struttura caudale chiamata piramide respiratoria.

 

Pyrrhosoma nymphula appendici caudali con funzioni respiratorieAsinottero appendici caudali con funzioni respiratorieLarva di Anisottero intenta a predare una moscaVelidae

Una caratteristica comune è data dall’ attività predatoria che svolgono nei confronti degli altri invertebrati.

 

E’ stato molto interessante osservare la larva cacciare la malcapitata preda che cade nell’acqua, il movimento fulmineo della maschera (l’apparato boccale della larva) è come una pinza che afferra ciò che gli passa davanti. Da adulti questi insetti sono abili volatori e predatori .

 

Gli insetti di superficie sono senz’altro quelli che saltano di più all’occhio e sono più facilmente osservabili (ma non facilmente fotografabili).

 

Tra i più comuni abbiamo potuto osservare, i pond skaters, gli insetti pattinatori, come i  Veliidae, le Idrometre e i Gerridi, insetti Eterotteri dell’ordine Rincoti che sfruttano la tensione superficiale per pattinare sull'acqua senza affondare: possono così spostarsi sull'acqua, e cibarsi di quegli insetti che vi rimangono invischiati dalle forze di tensione superficiale.

 

Questi insetti sono provvisti di peli superficiali ricoperti di oli, cioé sostanze idrofobe che respingono l'acqua e permettono alla parte terminale delle zampe, costituita da tarso e pretarso, di non forare la membrana superficiale dell'acqua.

 

Ancylus fluviatilis

L’incontro, (avvenuto quasi casualmente) con la patella d’acqua dolce ci sorprese parecchio. Molto piccola (pochi mm) la scorgemmo casualmente su un sasso di un lembo di torrente dove l’acqua era a scorrimento lento.

 

Il dettaglio della macro ci fece ammirare quindi questo mollusco con conchiglia (Ancylus fluviatilis), tra i pochi ad abitare torrenti montani. La maggior parte delle specie predilige acque ferme per sopperire alla difficoltà di reperimento di fonti alimentari vista la scarsa mobilità che hanno i molluschi.

 

Un ordine di insetti Eterometaboli (a metamorfosi graduale) che colonizza un po’ tutte le acque correnti è rappresentato dagli Efemerotteri. Essendo le larve acquatiche e sensibili all’inquinamento (ad esempio i Betidi come Cloeon cognatum) si possono definire ottimi bioindicatori dello stato di salute del luogo di ritrovamento.

 

Larva di efemerotteroLarva di efemerotteroEphemera Danica

Alcune specie sono in grado di effettuare anche rapporti simbiotici, come l’Ephemera Danica che ospita nelle proprie branchie larve di un dittero (Epoicoclaudius flavens) che attraverso la sua attività di pulizia favorisce la respirazione della prima.

 

Come si evince dal nome la vita dell’adulto è molto breve (ephemeros in greco significa molto breve), può durare da poche ore al massimo qualche giorno ed inoltre trascorre questo poco tempo senza alimentarsi per via della bocca atrofizzata.

 

Questa breve vita da adulto è compensata dalla vita acquatica, alcune volte ci impiegano 2 anni per raggiungere la prima muta (Ephemera Danica).

 

Alcune larve compiono anche più di 20 mute e si nutrono di piante e alghe. Nella nostra osservazione la parte più affascinante è stata quella di vedere queste larve agitare velocemente le tracheobranchie, che vengono utilizzate sia per sopperire a carenze di ossigeno sia per generare una spinta propulsiva in acqua.

 

Durante le  nostre perlustrazioni a torrenti e stagni non potevamo non venire colpiti dai Tricotteri (Trichoptera), (comunemente chiamati porta sassi o porta legna) questi insetti olometaboli (metamorfosi completa) si mostrano in un sacco di forme sfoggiando i loro astucci protettivi che compongono con il materiale che trovano sul fondo del corso d’acqua o della pozza che abitano e che mettono insieme  con seta che secernono da una ghiandola posta in prossimità della bocca.

 

Larva di tricottero nel suo astuccio di pietreLarva di tricottero nel suo astuccio di legnoLarva di tricottero nel suo astuccio di legnoLarva di tricottero nel suo astuccio di foglie

Dopo qualche mese di ricerche imparammo abbastanza ad individuare a colpo sicuro e a capire le specie che si trovavano nei diversi tipi di ambienti dulciacquicoli. Alcuni prediligono sorgenti, alcuni acque più stagnanti o a scorrimento lento, dono per lo più un regime alimentare onnivoro.

Tricottero

Ogni specie costruisce i propri astucci con un particolare materiale, per questo gli astucci sono indice di riconoscimento tra le specie. I materiali adoperati sono costituiti da frammenti vegetali, granelli di sabbia, frammenti di conchiglie, ecc.

 

Ad ogni accrescimento della larva segue un “ampliamento” dell'astuccio mediante apposizione di materiale all'estremità anteriore. Hanno il ciclo vitale che dura un anno, passano la maggior parte del tempo come pupa e poi sfarfallano in estate.

Essendosi adattati alla vita della maggior parte delle acque (torrenti, fiumi, sorgenti , laghi e stagni) si può dire che dopo i ditteri i tricotteri sono l’ordine di insetti maggiormente rappresentato nei corsi d’acqua montani.

 

Abiamo incontrato larve di vari Plecotteri (Plecoptera) il cui nome significa insetto ad ali piegate (dal greco plekein = piegare), e fa riferimento alle ali piegate a ventaglio di un insetto adulto a riposo.

Questi insetti conducono vita terrestre, hanno larve acquatiche che sono molto somiglianti all’adulto. Utilizzano per respirare un sistema di diffusione dell’ossigeno attraverso la cuticola e coadiuvato a seconda della specie da tracheobranchie cervicali, toraciche, o anali.

 

E’ veramente stupefacente come queste larve si siano adattate a vivere in ambienti con acque anche tumultuose attaccate sotto le pietre.

Le abbiamo rinvenute quasi sempre in acque ben ossigenate e fresche con fondali pietrosi o sabbiosi.

 

Larva di plecotteroLarva di plecotteroLarva di plecotteroPlecottero adulto

Ogni causa di riduzione dell'ossigeno, ogni inquinante derivato dalle acque reflue, ogni causa che può aumentare la temperatura dell'acqua può eliminare le ninfe dal loro habitat.

 

Per questo i Plecotteri sono ritenuti degli ottimi indicatori dello stato della qualità delle acque dei ruscelli e dei fiumi, in particolare il genere Perla.

Nei generi sopracitati, in particolar modo larve di plecotteri ed effimere, viste le ridotte dimensioni della larva, spesso ci siamo aiutati per effettuare la foto con lenti close-up montate sull’obiettivo canon 100mm (+ 1 o + 2 diottrie) per poter avvicinare di più l’obiettivo ai soggetti e aumentare l’ingrandimento (anche i tubi di prolunga svolgono la stessa funzione).

 

Anche il genere dei Ditteri è ben rappresentato con larve acquatiche, hanno un solo paio di ali da adulti e le loro larve vivono in genere   all'interno di substrati organici in decomposizione o all'interno di altri organismi (animali o piante).

 

Possiamo citare ad esempio i Simulidi (moscerino nero),  o i Culicidi (le zanzare) che in verità in acque stagnanti è abbastanza facile rinvenire e che vista la notorietà di questo fastidioso insetto abbiamo pensato di documentare con qualche foto.

 

Larva di zanzaraAedes albopictus

Durante i primi scatti non capivamo come mai la bocca della larva risultasse costantemente sfocata a differenza dell’intero insetto capimmo leggendo della documentazione in seguito che l'apparato boccale di tipo masticatore caratterizzato da mandibole denticolate e da una spazzola di setole posizionata nel labbro superiore, usata come organo filtrante che si muove quasi ininterrottamente!!! Molto singolare e interessante da osservare !!

 

Non solo allo stadio adulto, ma anche a quello larvale l’ordine dei Coleotteri è presente nelle acque dolci con i Dytiscidae, i Girinidi e Idrofilidi.

Di quelli menzionati abbiamo avuto modo di osservare, in un corso d’acqua corrente che forma piccole pozze mentre scorre a valle,  adulti e larve di ditisco.

 

Pur passando la maggior parte del tempo sott'acqua, questi coleotteri sono costretti a riemergere periodicamente per respirare, incamerando l'ossigeno sotto forma di bolle d'aria con l'estremità posteriore dell'addome. "Dytes" infatti in greco significa "palombaro".

 

DitiscoLarva di ditiscoLarva di ditiscoLarva di ditisco

Le ali membranose, nascoste sotto le elitre permettono il volo anche nei coleotteri acquatici. Ciò che salta agli occhi è la larva, essendo predatrice presenta un‘apparato boccale formato da mandibole appuntite che iniettano enzimi digestivi nella preda permettendo all’animale di ingerirla parzialmente digerita.

Nella sequenza di foto scattate in acquario alla larva abbiamo provato a gettare una ninfa di grillo, (tra le tante che finiscono sull’acqua degli stagni ) in acqua e osservammo come in un batter d’occhio la larva del ditisco individuava la possibile preda la attaccava. Pure gli strumenti (abbiamo utilizzato un retino per non ferirlo) per riposizionarlo nel suo habitat furono morsi a dovere!!!

 

Le dimensioni dei coleotteri variano sensibilmente, dai pochi mm (Deronectes) a qualche cm.

Ci sembra a questo punto, avendo citato e illustrato a dovere la nostra esperienza (salvo errori e/o imprecisioni) sulle larve dei plecotteri, tricotteri, effimere, odonata, ditteri e coleotteri, di dover spendere due parole e qualche foto ad insetti che fanno da corollario a queste larve e vivono a stretto contatto con essi contribuendo a garantire la biodiversità di laghetti e ruscelli montani.

 

Notonetta

Un simpatico “ballerino”, visti i rapidi e continui spostamenti e movimenti che compie nell’acqua è la notonetta.

I Notonectidae sono insetti  heteroptera tipicamente acquatici, anche se per respirare sfruttano la riserva d'aria che avvolge il corpo, trattenuta dalla peluria idrofuga. Si trovano generalmente nelle acque calme di stagni e laghi, ma alcune specie si ritrovano anche nei corsi d'acqua.

 

La caratteristica più evidente delle notonette, condivisa però con le altre famiglie dei Notonectoidea, è quella di nuotare capovolte, con il ventre rivolto verso l'alto. Gli inglesi la chiamano backswimmers ("nuotatori sul retro", facendo riferimento al dorso).

 

Hirudo medicinalis

Non posono mancare in questo elenco gli Irudinei, comunemente chiamate sanguisughe che sono specie di Anellidi (vermi segmentati). Noi abbiamo incontrato spesso il loro più comune o conosciuto rappresentante l’Hirudo medicinalis.

Per alimentarsi, visto che è un ematofago (si nutre di sangue) produce un potente anticoagulante per meglio succhiare il sangue e un anestetico per impedire alla vittima di provare dolore, permettendole così di nutrirsi indisturbata.

 

Una volta nutrite, le sanguisughe possono rimanere per mesi senza prendere cibo.

Per finire questa carrellata di incontri acquatici consideriamo degna di nota, anche per la curiosa conformazione, la Nepa cinerea o Scorpione d’acqua.

 

Nepa cinerea

I Nepidae sono insetti Nepomorfi (ordine Rhynchota, di dimensioni che possono variare da 1,5 a 5 cm e devono il loro nome (scorpioni d’acqua) alle zampe anteriori e al sifone respiratorio che li fanno vagamente somigliare agli scorpioni.

 

Alcune specie di Nepidi sono usate per l’alimentazione umana in paesi come Thailandia, Congo e Madagascar.

Possiamo concludere dicendo che ci siamo accorti che mentre camminiamo e siamo catturati  dal fascino di ciò che ci circonda nei dintorni dei torrenti montani ad esempio la flora caratteristica come: felci rigogliose, orchidee lacustri, le splendide fioriture di cyperaceae come Eriophorum (erioforo o piumino) la calta palustre e le ninfee che popolano alcuni laghetti, da oggi in poi non riusciremo ad ignorare che esiste sotto di noi questo micro mondo fortemente minacciato dall’antropizzazione.

 

Un  ecosistema  formato da migliaia di insetti  di diverse specie che è da salvaguardare in quanto in pochi decenni c’è stata una riduzione della biodiversità di questi ambienti. In fondo le acque dolci rappresentano solo lo 0,01 della quantità d’acqua presente sulla Terra ma non per questo sono meno importanti.

 

Dal punto di vista legislativo le acque dolci hanno avuto scarsa considerazione, solo poche decine di corsi d'acqua risultano tutelati. Ben 8 regioni italiane non proteggono il loro patrimonio idrico. Per fortuna la Liguria non è tra queste !

 

La nostra ricerca si è estesa per un periodo di 5 mesi (da febbraio a giugno 2009)

 

 

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Un censimento della Limnofauna Europea (Illies 1978) stima le specie animali delle acque dolci europee in circa 15.000 specie In Italia il numero di specie presenti è di circa 5500, circa il 10 % dell’intera fauna italiana di queste circa 3100 specie sono insetti degli ordini già citati in precedenza.

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Testo e foto: Alessandra e Rocco Marciano
Fonti: Wikipedia
Ultimo aggiornamento: 12-11-2012