La"doppia" vita degli anfibi

tipico ambiente palustre nel quale vivono anfibi

 

Il termine anfibio significa "doppia vita", e questo spiega il tipo di esistenza che conducono questi animali, essi nascono in acqua e qui trascorrono una parte della loro vita durante la quale, attraverso una serie di trasformazioni (metamorfosi), si preparano ad intraprendere il cammino verso la terraferma. In realtà non si distaccano mai molto dall’acqua con la quale mantengono un rapporto strettissimo.

 

Rana verde nei pressi di uno stagnohabitat anfibi uno stagno paludosohabitat anfibi un fiume a scorrimento lentotipico habitat anfibi una pozza d'acqua temporanea

I polmoni degli anfibi non sono in grado di fornire all’organismo l’ossigeno necessario, quindi parte della respirazione avviene tramite la pelle. Questa è ricca di ghiandole e ricoperta di muco che mantenendo la superficie umida permette l’ossigenazione. Questo condiziona l’anfibio a vivere a stretto contatto con l’acqua e zone umide o paludose. 

 

Sono animali eterotermi, cioè incapaci di regolare la temperatura e per questo ricorrono nei periodi invernali al letargo sotto il fango, mentre durante le calde giornate estive trovano conforto in acqua o sotto i sassi.

 

Gli Anfibi rappresentano i principali predatori che regolano le comunità animali  nei laghetti alpini e nelle zone umide temporanee dove sono assenti i pesci.

 

Per alcuni di essi è il luogo adatto dove riprodursi e per tutti il luogo dove deporre le uova.

 

Gli anfibi appartengono alla fauna minore (insieme a: lepidotteri, odonati, coleotteri, crostacei ….), che nell’ecosistema rappresenta una percentuale di animali molto elevata rispetto ai grandi mammiferi e uccelli che sono più conosciuti.

 

Questi affascinanti animali sono protetti, a causa del forte rischio di estinzione che minaccia alcune specie,  da leggi regionali o per quelli più rari dalla direttiva 42/43 CEE sulla conservazione degli habitat.

Questa direttiva vieta la cattura di tutte le specie che sono elencate ed anche il relativo danneggiamento degli habitat.

 

Procambarus clarki sulla riva di un corso d'acquaFotografare anfibi nel loro ambiente naturale

Da non dimenticare che è anche vietato il rilascio in natura di specie alloctone in grado di predare o entrare in competizione con le specie indigene (in particolare le specie esotiche che si stanno diffondendo maggiormente in Italia sono il Procambarus clarkii o Gambero rosso della Louisiana e la Rana toro).

 

Gli anfibi si dividono in anuri (o saltanti) e senza coda (rane, rospi e raganelle), urodeli (o caudati) con coda (salamandre, tritoni, geotritoni) e apodi (caratterizzati da corpo vermiforme).

 

Cercando per torrenti, piccoli corsi d’acqua e laghetti montani abbiamo osservato come nascono, vivono e si riproducono i nostri umidi amici, e possiamo dire che i siti (per lo più in Liguria) che abbiamo monitorato nel breve periodo di circa 4 anni ci sono sempre apparsi piuttosto stabili.

 

Quando la stagione invernale inizia a cedere il passo alla primavera (febbraio marzo), il risveglio degli anfibi si verifica puntualmente.

 

Rana temporariaRane rosse in accoppiamento sulla neveRane rosse in accoppiamento sulla neve

E’ facile in questi mesi avvistare rane, rospi, raganelle o udirne il gracidare  e salamandre che nelle giornate umide si aggirano sul greto di fiumi e stagni. Alcune rane rosse, come la rana temporaria iniziano la stagione degli accoppiamenti nella neve e nel ghiaccio dei laghetti appenninici.

 

Per poter osservare da vicino, la deposizione della rana temporaria abbiamo dovuto effettuare diverse escursioni in un sito di deposizione sull’Appennino ligure, in quanto questo anfibio si riproduce quando l’acqua è ancora parzialmente ghiacciata. E’ quindi difficile calcolare esattamente quali siano i giorni che queste rane scelgono per la deposizione (Visita la galleria fotografica).

 

Centinaia di rane temporaria in accoppiamento in un laghetto di montagnaOvatura di rana temporariaOvatura di Bufo viridisgirino di Bufo bufo

Il sito da noi osservato ha presentato una straordinaria deposizione di massa, con centinaia di rane intente a riprodursi, regalando uno spettacolo unico all’occhio umano. Gli anfibi depongono nell’acqua migliaia/centinaia di uova gelatinose dalla forma sferica in grandi ammassi o cordoni lunghi anche diversi metri.

 

bufo bufo o rospo comune adultobufo viridis o rospo smeraldinohyla meridionalis o raganella mediterraneabufo bufo in mezzo alla strada rischia di essere schiacciato dalle autobufo bufo in  una faggeta

Al momento della nascita i girini sono totalmente dipendenti dall’acqua dove respirano e si nutrono. I primi giorni i girini, incapaci di muoversi, rimangono attaccati ai cordoni trasparenti (lungo anche diversi metri).

 

Rospo comune (Bufo bufo), rospo smeraldino (Bufo viridis) e raganella (Hyla meridionalis) non sono difficili da avvistare assieme in pozze che vengono poi utilizzate dalle femmine per la deposizione delle uova.

 

Il Rospo comune nel periodo degll'accoppiamento percorre anche chilometri in cerca del partner, ed è quindi facile nei mesi di marzo aprile trovarlo errabondo su strade asfaltate o in mezzo ai boschi.

 

femmina di bufo bufo con il maschio sulla schienabufo bufo attaccato ad un braccio nel periodo dell'accoppiamentohyla meridionalis su un ramo

Durante l'accoppiamento (di tipo ascellare) il maschio afferra saldamente la femmina la quale si sposta a terra e in acqua portandosi il compagno sulla schiena (la femmina è normalmente più grande del mascio).

Se disturbato il maschio reagisce allontanando con le zampe posteriori l'intruso. In questo periodo i maschi non "vanno molto per il sottile" e sono attratti da qualunque cosa gli sembri il corpo di una femmina !!

 

Le raganelle a differenza di rane e rospi, oltre che saltatrici sono arrampicatrici ed è facile trovale sulla vegetazione. Sono gli unici anfibi con abitudini arboricole che vivono in Italia. I soggetti da noi osservati (Hyla meridionalis) sono facilmente riconoscibili perché privi della riga scura tra fianco e ventre.

 

Accoppiamento ascellare di due Hyla meridionalisAccoppiamento lombare di due bombina variegata

L’accoppiamento può essere di tipo lombare o ascellare:

  • Ascellare: Rana temporaria, Rana verde, Bufo bufo, Hyla meridionalis, Bufo viridis, Rana italica

  • Lombare: Bombina variegata, Pelodytes punctatus

I maschi sviluppano escrescenze cornee nerastre (cuscinetti nuziali) soprattutto sul lato interno delle prime 3 dita della mano ma anche sull'avambraccio e sulle dita dei piedi. Talvolta nella foga dell'accoppiamento più maschi si contendono un'unica femmina stringendola contemporaneamente, questo può provocare la morte della femmina per soffocamento.

 

Pelodytes punctatus maschio con i cuscinetti nuzialiTre maschi di Pelodytes punctatus si contendono una femminaGirino di Bufo viridis con le branchie visibiliGirino di rana temporaria con le due zampe posterioriGirino di rana temporaria con quattro zampe

Durante la vita in acqua avviene la metamorfosi con la quale le branchie scompaiono e si formano i polmoni, negli anuri compaiono prima le zampe posteriori e poi le anteriori e successivamente scompare la coda (che invece rimane negli urodeli).

 

Anche gli urodeli sono molto attivi a inizio primavera e nonostante la loro timidezza, nelle giornate molto umide con pioviggine escono dai loro rifugi per radunarsi in prossimità delle pozze d’acqua per riprodursi.

 

Ci è spesso capitato di trovare in attività tra gli urodeli i tritoni (sia alpestre che crestato/Mesotriton alpestris e Triturus cristatus ) nei laghetti di montagna ancora semi-ghiacciati.

 

Mesotriton alpestris o tritone alpestreTriturus cristatus o tritone crestatoSalamandra tergiditata o Salamandrina dagli occhiali che si aggira fuori dall'acqua

Ciascun anfibio (anuri o urodeli) predilige un habitat ben definito, ma questo non esclude che in uno stesso specchio d’acqua o pozza si possano trovare più specie.

 

La più piccola delle salamandre che abbiamo incontrato è la Salamandrina tergiditata (appartiene all’ordine Caudata e alla famiglia Salamandridae il sinonimo è Salamandrina Perspicillata), detta anche salamandrina dagli occhiali, questo nome volgare deriva dal disegno giallo-rossiccio che ha sul capo.

Salamandrina tergiditata coda lunga e sottile e ventre biancoOvatura di Salamandrina tergiditata

 

La coda è lunga e sottile, mentre il ventre è bianco e nero.

 

E’ una specie abitudinaria, si trova sempre in prossimità di corsi d’acqua e sempre gli stessi, sverna ed estiva sotto terra o pietre. Nella stagione riproduttiva (marzo-aprile) siamo riusciti ad osservare diverse femmine in deposizione in una piccola pozza d’acqua.

 

Un vistoso particolare che lo distingue dagli altri suoi simili (salamandre e tritoni) è quello di avere 4 dita sulle zampe posteriori anziché 5. Se disturbata solleva la coda e le zampe (Unkenreflex), mostrando il vivace colore rosso delle parti ventrali, per disorientare i predatori.

 

Vistosa e colorata abitante dei boschi è la Salamandra salamandra o salamandra pezzata, animale citato sin dall’antichità su cui gravano incredibili leggende. Le larve di Salamandra salamandra che abbiamo ritratto mostrano, nella fase acquatica, le caratteristiche branchie esterne indispensabili per la respirazione che si riassorbiranno in fase adulta.

 

Salamandra pezzata adulta su un tappeto di muschioLarva di salamandra pezzata in acqua con le branchie visibili

Questa salamandra si avvale, visti i lenti movimenti, dell’aposematismo come metodo difensivo ossia la vistosa colorazione gialla.

 

Per quanto riguarda gli Urodeli, una famiglia che si distingue a causa dell’habitat dove vive, sono i Plethodontidae.

Le specie che vivono in Italia sono del genere Speleomantes, nome volgare geotritone italiano, predilige vivere in grotte, miniere abbandonate e cunicoli.

Tutti posti che sono normalmente umidi e freddi.

 

Il geotritone (Speleomantes strinatii) sfugge sempre alla luce, incontrato nelle grotte lo abbiamo trovato abbastanza attivo, mentre al di fuori ha abitudini notturne o crepuscolari. E’ un eccellente arrampicatore che scala pareti anche verticali. Si ciba catturando le prede con la sua lingua appiccicosa che si estroflette all’esterno (lingua boletoide).

geotritone o speleomantes strinatii all'interno di una grottaGeotritone o Speleomantis strinatii in una grotta parzialmente allagata

 

Questo anfibio lo abbiamo, per fortuna, ritrovato in tutte le nostre escursioni in ambiente troglofilo e ipogeo, sia in grotta che in vecchie miniere abbandonate e una caratteristica che ci è rimasta impressa è che ha le zampe parzialmente palmate.

 

Gli anfibi si alimentano di insetti di vermi e molluschi che divorano vivi. La lingua grossa carnosa viene estroflesso per catturare la preda mentre in posizione di riposo è ripiegata all'interno della bocca. La loro dieta li rende utili nelle campagne perché contribuiscono a limitare il numero di insetti dannosi alle colture agricole.

 

Gli anfibi si classificano in due grandi ordini: gli anuri che significa senza-coda e che comprendono le rane e i rospi e gli urodeli cioè con coda ai quali appartengono salamandre, tritoni e protei. Dopo aver fatto queste considerazioni generali, possiamo affermare che è molto evidente quanto emerge dall’osservazione di questi animali, ovvero la grande importanza del mantenimento degli ambienti umidi.

 

Questi ultimi sono fortemente minacciati e fra le cause principali del fenomeno ricordiamo la distruzione, ad opera dell’uomo, degli habitat naturali delle specie in pericolo nonché i cambiamenti climatici, l’inquinamento e la presenza di specie invasive.

 

Abbiamo letto un’allarmante studio realizzato dall’UICN (Unione internazionale per la conservazione della natura) dove si legge che un quarto degli anfibi d’Europa è in pericolo !! Queste notizie sono abbastanza preoccupanti, ma visto che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2010 Anno internazionale della biodiversità, po’ di ottimismo e speranza che la sensibilizzazione e l’informazione aumenti, specie con campagne di sensibilizzazione volte a preservare gli habitat  va’ nutrito!!

 

Pelodytes punctatus in accoppiamento in una piccola pozza d'acqua temporaneagrossa rana verde nei pressi di uno stagnorana verde nei pressi di un corso d'acqua

Anfibi come il Pelodite punteggiato (Pelodytes punctatus) sono più difficilmente osservabili a causa della rarità dei siti di riproduzione.

Questa piccola rana ha la caratteristica di accoppiarsi con amplesso lombare e ha la pupilla verticale (le pupille degli anfibi possono essere verticale, orizzontali o cuoriformi).

 

Altri anuri comuni nei nostri corsi d’acqua appartenenti alla famiglia Ranidae, sono le rane verdi. Si distinguono principalmente dalle rane rosse per la colorazione del dorso e colonizzano principalmente specchi e corsi d’acqua di pianura e collina.


E’ facile vederle crogiolare al sole lungo le sponde degli stagni o tra la lenticchia d’acqua, mentre si passeggia è facile ascoltare il tonfo provocato dal salto che fanno per tuffarsi in acqua al nostro passaggio.


Oltre a essere rane molto chiassose e abbondanti, in alcune regioni rivestono anche un notevole interesse gastronomico.


Anche di questa famiglia esistono diverse specie, non sempre facilmente distinguibili se non osservate attentamente da vicino, le più comuni sono la Rana lessonae (rana dei fossi) e la Rana esculenta (Rana verde minore). Le 2 specie sono difficilmente distinguibili ad un esame superficiale. Rane ridibunda e Rana catesbeiana (alloctona) introdotta dall’uomo e volgarmente detta Rana toro, sono a distribuzione molto frammentata.

 

Nel caso della Rana toro (originaria del Nord America è uno degli Anfibi più grandi d’Europa con dimensioni fino a 20 cm e un peso che può arrivare a 1,5 kg) la distribuzione frammentaria è una fortuna in quanto comportandosi da predatore con le specie autoctone, i siti che colonizza rischiano di perdere l’equilibrio naturale (preda vari anfibi, rettili come il genere Natrix ecc.).

 

Il nome volgare Rana toro deriva dal canto simile al muggito di un toro, udibile a notevole distanza.

 

Anche l’ Ululone dal ventre giallo, (Bombina variegata) o Ululone appenninico non è certo un anfibio facile da incontrare, le dimensioni sono ridotte, circa 5 cm di lunghezza.

 

Bombina variegata o ululone dal ventre giallo nature photographyBombina variegata con la tipica colorazione gialla del ventre

Presenta un il dorso verrucoso e le pupille sono cuoriformi. Inutile dire che i suoi appellativi nascono dalla colorazione gialla ventrale (che viene mostrata a scopo difensivo per scoraggiare i predatori)  che lo contraddistingue e da un tipico canto effettuato nella stagione riproduttiva.

Sverna in buche ricoperte di fango per riapparire ad aprile.

 

Alcune aree fluviali sono ambienti ricchissimi di biodiversità sia animale che vegetale, la biodiversità permette il corretto "funzionamento" dei vari ecosistemi e aiuta a mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici sulla terra.

 

 

(Visita la galleria fotografica)

 

Testo e foto: Alessandra e Rocco Marciano
Ultimo aggiornamento: 27-07-2012